La Barbagia, il Supramonte, il Gennargentu e la piana di Oristano: l'entroterra è la parte più autentica della Sardegna, dove tradizioni pastorali, maschere del carnevale e siti nuragici raccontano un'identità rimasta pressoché intatta.
Il Centro Sardegna è dominato dal massiccio del Gennargentu, la catena montuosa più estesa dell'isola, e dal Supramonte, un altopiano calcareo scavato da gole profonde come Su Gorropu, spesso paragonata a un piccolo Colorado. Intorno a Nuoro, i paesi della Barbagia – Mamoiada, Orgosolo, Orgolai, Ollolai – conservano tradizioni pastorali, maschere rituali e murales diventati oggi un richiamo culturale a sé stante.
Verso ovest, la piana di Oristano custodisce uno dei paesaggi archeologici più ricchi della Sardegna: dai pozzi sacri nuragici come quello di Santa Cristina alle rovine fenicio-romane di Tharros, sulla penisola del Sinis. È una Sardegna diversa da quella costiera, più lenta e meno conosciuta dal turismo di massa, ma centrale per capire davvero l'isola.
Montagne, tradizioni e siti archeologici: l'entroterra si visita con calma, spesso in giornate dedicate.
Considerato uno dei canyon più profondi d'Europa, Su Gorropu si raggiunge con un trekking di alcune ore tra pareti calcaree che superano i 400 metri, in un paesaggio di guglie e torrioni calcarei unico in Sardegna. È una delle mete più richieste da chi cerca un'esperienza di trekking impegnativa nel cuore dell'isola.
Dagli anni Settanta, gli abitanti di Orgosolo hanno trasformato le facciate del paese in un racconto per immagini di storia, politica e vita quotidiana barbaricina. Oggi il paese conta oltre 200 murales ed è una delle testimonianze di arte urbana più originali d'Italia.
Le maschere lignee dei Mamuthones, accompagnate dagli Issohadores, sfilano ogni anno durante il carnevale di Mamoiada in una delle manifestazioni di tradizione pastorale più antiche e studiate della Sardegna, di probabile origine pre-cristiana.
Sulla penisola del Sinis, vicino a Oristano, le rovine di Tharros raccontano oltre mille anni di storia fenicia, punica e romana in uno scenario affacciato su un mare cristallino.
Vicino a Paulilatino, questo tempio a pozzo nuragico è uno degli esempi meglio conservati d'Italia: una scalinata trapezoidale in blocchi di basalto perfettamente squadrati scende fino alla camera dell'acqua, con un allineamento astronomico legato ai solstizi ancora oggi osservabile.
Il paese di Pattada, in Barbagia, è famoso in tutta Italia per "sa resolza", il coltello tradizionale sardo lavorato a mano con manico in corno o legno d'olivastro. Una tradizione artigianale tramandata da generazioni, visitabile nelle botteghe dei maestri coltellinai locali.
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